Il bisogno di riposo e il desiderio spasmodico di partire. Metto sempre da parte piccole cifre di danaro pronte impacchettate e sorridenti e poi alla fine mi sembrano soldi sprecati e non parto mai. Non mi capisco.

Pensando alla parola VACANZA poi ho sciolto la contraddizione. Non ho la vocazione della turista nè della vacanziera mordi e fuggi. Detesto i “we” rombanti ed europei, quelli veloci come fulmini, quelli da un assaggio. Non è di una vacanza che ho voglia ma di un VIAGGIO.  Di avere il tempo di entrare dentro, di respirare l’aria di un luogo senza sentirmi un ospite. Non voglio correre in tondo in una città che mi guarda perplessa, voglio camminare con lei, adeguarmi ai suoi ritmi, imparare a riconoscere gli odori, viverla non solo vederla passare di sfuggita. Vorrei Sentirmi parte di una realtà nuova, starci dentro, comodamente, lentamente. Vorrei stare ferma e vederla passare, vederla sorridere e vivere. Voglio un mese di Barcellona per sentirmi adottata da lei. Voglio il tempo di capirla.

fantasiosi menù barcellonesi

Non mi basta vederla voglio imparare ad amarla, voglio che sia all’altezza delle mie aspettative, voglio riempirmi gli occhi. Voglio imprimermi nella testa l’odore esotico dei mercati i colori accesi. Voglio amare Picasso più di quanto non lo ami già. Voglio stare in silenzio da sola con lei. Voglio piangere al ritorno a casa. Voglio desiderare di esserci nata.

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