Il bisogno di riposo e il desiderio spasmodico di partire. Metto sempre da parte piccole cifre di danaro pronte impacchettate e sorridenti e poi alla fine mi sembrano soldi sprecati e non parto mai. Non mi capisco.

Pensando alla parola VACANZA poi ho sciolto la contraddizione. Non ho la vocazione della turista nè della vacanziera mordi e fuggi. Detesto i “we” rombanti ed europei, quelli veloci come fulmini, quelli da un assaggio. Non è di una vacanza che ho voglia ma di un VIAGGIO.  Di avere il tempo di entrare dentro, di respirare l’aria di un luogo senza sentirmi un ospite. Non voglio correre in tondo in una città che mi guarda perplessa, voglio camminare con lei, adeguarmi ai suoi ritmi, imparare a riconoscere gli odori, viverla non solo vederla passare di sfuggita. Vorrei Sentirmi parte di una realtà nuova, starci dentro, comodamente, lentamente. Vorrei stare ferma e vederla passare, vederla sorridere e vivere. Voglio un mese di Barcellona per sentirmi adottata da lei. Voglio il tempo di capirla.

fantasiosi menù barcellonesi

Non mi basta vederla voglio imparare ad amarla, voglio che sia all’altezza delle mie aspettative, voglio riempirmi gli occhi. Voglio imprimermi nella testa l’odore esotico dei mercati i colori accesi. Voglio amare Picasso più di quanto non lo ami già. Voglio stare in silenzio da sola con lei. Voglio piangere al ritorno a casa. Voglio desiderare di esserci nata.

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Il colore è un mezzo di esercitare sull’anima un’influenza diretta. Il colore è un tasto, l’occhio il martelletto che lo colpisce, l’anima lo strumento dalle mille corde  *Vasilij Kandinskij*

 

 

Quando provi una nuova palestra e ti ritrovi a fare kic in una sala piena di pugili, sudati e atletici e sei l’unica donna polpettiforme  con un cerchietto col fiocco in testa, l’unica cosa che puoi fare a quel punto è tirare su la tuta e mostrare i peli ADRIAAAAAAAANAAAAAAAA ( da leggere con tono medio-alto e labbro storto). Scureggiare  mi sembrava azzardato più che mascolino, ho lasciato cadere la cosa (per gli abitanti della pianura padana scureggia = peto assai rumoroso).

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E ti ritrovi così a fissare la tua immagine allo specchio e pensi “non sono io quella che ballanzola goffa nel tentativo di sembrare una persona che fa una corsa sul posto VERO!?”onion head photo: onion head 16j0iec.gif  “si sei tu fagotto inabile allo sport!” risponde Frank ( ho Zappa come voce interiore PROBLEMI?!).

dopo mezz’ora di esercizi continuativi al cardiopalmo capisci 3 cose:

– il viola non è il tuo colore ( vedi faccia paonazza)onion head photo: onion head 2v1akix.gif

– le cose dove si saltella non fanno per te ( vedi entusiasmo di Daria di mtv abbinata alla 5 di petto)onion head photo: onion head 20fuy3t.gif

– passano gli anni ma certe cose non cambieranno mai… onion head photo: onion head j8k39x.gif

a volte faccio fatica a conciliare l’immagine presente e reale di me stessa con l’idea mentale che ho del mio aspetto, che è ancora quella pre psicoanalisi-te-voglio-lanciata-come-‘na-rockstar

Ma nella mia testa rimarrà sempre questo quello che vedono le persone, a volte mi stupisco di me stessa quando cammino  e per sbaglio capito davanti a superfici riflettenti e non mi trovo, non riesco a vedermi, non ci sono più. Dov’è betty la cozza? No Frank non rispondere ti prego -_-  ed eccola la negli specchi delle palestre ovunque vado la rivedo sempre , passano gli anni cambiano i capelli, il trucco, gli occhiali,  ma con le gommette e i fuseaux vedo sempre quel  mix esplosivo-sexbomb tra betty e daria che fanno capolino dalla tuta. Cara Eliza puoi farla a tutti ma no alla tua cara vecchia amica palestra ^^’

 

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C’era talmente tanta roba nella mia testa che il mondo fuori lo sentivo appena.

Passava come un’ombra, la vita era tutta nei miei pensieri. 

[Baricco]

 

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Non serve picchiare le donne se si riesce a farle sentire in colpa.

Ci si sente in colpa per qualsiasi cosa. Le donne a volte sono le peggiori nemiche di se stesse e i sensi di colpa sono il peggio strumento di tortura che si auto infliggono, come se dovessero espiare il semplice essere al mondo.

SUL COMODINO. come salvarsi la vita di Erica Jong_

1. Eliminare i sensi di colpa.
2. Non fare dalla sofferenza un culto.
3. Vivere nel presente (o almeno nell’immediato futuro).
4. Fare sempre le cose di cui si ha più paura; il coraggio è una cosa che s’impara a gustare col tempo, come il caviale.
5. Fidarsi della gioia.
6. Se il malocchio ti fissa, guarda da un’altra parte.
7. Prepararsi ad avere ottantasette anni. (cit)

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PADRI CHE FANNO A GARA A CHI CE L’HA PIù LUNGO.

U: mio figlio si è laureato.

L: la mia 4 mesi fa.

U: mio figlio ha preso i complimenti da un professore importante.

L: mia figlia dalla commissione intera.

U: mio figlio alla specialistica lo pagano.

L: la mia è appena entrata ma lavora e si spesa da 3 anni.

to be continued… 

Così orgogliosi dei proprio figli. LI ADORO 

 

 

 

 

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pOeSia_

Baciami; dammi cento baci, e mille: cento per ogni bacio che si estingue, e mille da succhiare le tonsille, da avere in bocca un'anima e due lingue.